Negli anni ‘20, il regista russo Dziga Vertov teorizza e porta avanti il Kinoglaz, un colossale progetto di alfabetizzazione visiva e coinvolgimento pubblico nella realizzazione di prodotti cinematografici, al fine di usare i film per far vedere alle masse cieche la realtà. Lo stesso nome ha scelto il team Kinoglaz01, in un momento per la storia del cinema in cui esso sta cambiando faccia, o meglio, mezzi. Infatti negli ultimi anni si sono sviluppate le tecnologie per il cinema digitale, che lo rendono senza dubbio più vicino a chi voglia realizzare per la prima volta un prodotto audiovisivo. Questo cambiamento di rotta non investe comunque solo chi si trova alle prese con progetti più o meno amatoriali, visto che anche molti registi affermati hanno sperimentato con il cinema digitale, e taluni vi si sono convertiti appieno (ad esempio, l’ultima opera di David Lynch, INLAND EMPIRE). Uno degli scopi del progetto Kinoglaz01 è quindi quello di “interrogarsi su una possibile poetica per il cinema digitale. Abbiamo sottolineato come sia importante che qualunque regista o videomaker che scelga - o cui viene imposto - il digitale, debba “ascoltare” il mezzo, conoscerlo e usarlo nelle sue potenzialità e nei suoi limiti” [dalla rivista Kinoglaz01, Ott-Nov. 2007].
In parallelo a questo progetto corre quello del KinoNetwork, ossia una piattaforma on-line che riesca a mettere in contatto tra loro tuttte quelle piccole realtà - associazioni, registi, videomaker, cineclub - che restano solitamente nell’ombra delle majors cinematografiche e dei prodotti commerciali. “Noi, Kinoglaz01, sfidiamo questo processo di appiattimento delle idee e delle visioni tentando di fare emergere il sommerso. Quel sommerso che è possibile vedere, se si ha fortuna, solo in cinema d’essai, piccoli cineclub o di sfuggita in qualche festival sparso per lo stivale. Noi sfidiamo il sistema ddelle grandi major lanciando una rete di distribuzione che dia spazio e vissibilità ai prodotti cosiddetti deboli: film low budget, cortometraggi prodotti in casa a costo zero - ma non per questo privi di inventiva e visionarietà - opere prodotte dal basso o con piccole produzioni alle spalle, impulsi video, sperimentazioni e tuttto ciò che non trova spazio nelle multisale. E’ da qui che nasce il progetto KinoNetwork: una piattaforma che miri a vedere le associazioni culturali, i centri sociali, i piccoli cineclub entrare in contatto con i videomaker, i giovani cineasti e le case di produzione indipendenti, nella speranza di contribuire al proliferare delle occasioni e dei luoghi dove il protagonista sia un cinema altro, finalmente” [ibid]
Lucialneon, come associazione culturale che si propone di diffondere l’arte in tutte le sue forme, cercando di dare spazio ai circuiti minori, ha raccolto felicemente questo appello. Vi invito dunque a visitare www.kinoglaz01.net o www.kinonetwork.net per saperne di più, o a partecipare ad un incontro che si terrà in gennaio, probabilmente a Bologna, di presentazione della piattaforma con i videomaker e le associazioni (per maggiori info sull’incontro contattatemi).
